Una tromba d’aria stende l’Ilva. Ma il governo vuole la riapertura.

Prima l’annuncio della chiusura, poi una tromba d’aria.

aaa.jpgDi retorica se n’è fatta già troppa e non saremo noi ad aggiungerne altra. Di certo possiamo dire che sono tempi durissimi per l’Ilva.

I fatti sono questi: lo scorso mercoledì, intorno alle ore 10, una violentissima tromba d’aria ha colpito lo stabilimento siderurgico, con un bilancio totale di 38 feriti in tutti, dei quali 20 sono dipendenti Ilva. Un lavoratore, alla guida di una gru che è stata scaraventata in mare, è risultato disperso per giorni e solo stamattina è stato recuperato il suo corpo. Le immersioni marine, a causa del maltempo e della bassa visibilità, sono partite solo ieri e, a 30 metri di profondità, è stata localizzata prima la cabina della gru e poi il corpo.

L’Ilva, dopo l’incidente, ha rilasciato sul suo sito internet una nota, in cui dichiara che i danni strutturali sono stati gravi, ma ancora da quantificare, che non c’è stato alcun incendio o evacuazione, e che i bus aziendali hanno accompagnato il personale alle portinerie e ai punti d’incontro.

Tutto ciò non è bastato ad impedire la stesura di un cosiddetto “Decreto Salva Ilva”, elaborato dagli uffici del ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, e da quello dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e di cui hanno discusso a lungo il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

In cosa consiste questo decreto, che è stato portato oggi al consiglio dei ministri?
Molto semplicemente, tratta solo due punti, che qui di seguito saranno esplicati in breve: nel primo, decadono gli ordini di sequestro degli impianti e delle produzioni, come ordinato dalla magistratura, in quanto si tiene conto solo indicazioni previste dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale). Quindi l’azienda continua a produrre indisturbata per almeno altri 24 mesi. Nel secondo, invece, si afferma che, per lo stesso periodo di tempo i custodi giudiziari non hanno più alcun potere esecutivo, perché tutto ritorna nelle mani della gestione Ilva.

Come è abitudine di questo blog, ognuno tragga le sue riflessioni.

Chiusura Ilva: fine di un’era tra arresti e ombre.

Una fine non troppo imprevedibile per molti, ma che segna, in ogni caso, una data storica per Taranto.

ilva.jpgL’Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, chiude i battenti “in modo immediato e ineluttabile” con “l’impossibilità di commercializzare i prodotti e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività”.

E’ questa la bomba che è scoppiata lo scorso lunedì, una giornata particolarmente rovente per lo stabilimento diretto da Bruno Ferrante. Infatti, alle 6 del giorno stesso, sono partite tre ordinanze di custodia cautelare, che hanno comportato l’arresto per tre dirigenti e i domiciliari per altri quattro. Tra questi, compaiono i nomi di Emilio Riva e suo figlio Fabio (già ai domiciliari, ma attualmente irreperibile), accusati a vario titolo di corruzione, concussione e associazione a delinquere. Nel dettaglio, avrebbero cercato di corrompere politici, periti e imprenditori vari al fine di nascondere o alterare quelli che sono i dati riguardanti l’attività inquinante dell’industria.

Ma c’è dell’altro, purtroppo.  Il gip Patrizia Todisco ha parlato dell’Ilva come “un sistema gelatinoso”, secondo il quale lo scopo finale era ricevere un trattamento favorevole da varie personalità politiche e non. Un ramo d’interessi, quindi, gestito da Girolamo Archinà, ex responsabile per i rapporti istituzionali, sotto i riflettori dalla scorsa estate a causa di alcune foto che lo ritraevano durante un passaggio di denaro con il consulente tecnico della procura Lorenzo Liberti. Le personalità citate dal gip sono tantissime: dal sindaco Ippazio Stefàno al presidente della Provincia Gianni Florido, dall’onorevole Ludovico Vico a don Marco Gerardo (segretario dell’ex arcivescovo di Taranto), fino ad arrivare ai poteri forti come il presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Per quest’ultimo, sempre secondo il gip, si parla di “numerosi e costanti contatti con Girolamo Archinà”, con lo scopo di far tacere Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia, “colpevole” di aver redatto relazioni non proprio confortanti sui livelli d’inquinamento dell’industria.

Dal canto suo, con un comunicato stampa l’Ilva continua ad affermare di essere vittima di strumentalizzazioni ritenendo inconsistenti gli eccessi di mortalità dovuti alla propria attività industriale.

Cosa succederà da ora? La situazione è drammatica: circa 5000 lavoratori dell’impianto a freddo rischiano il licenziamento e con loro, conseguentemente, altri 2500 dipendenti degli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Marghera. Anche il danno economico sarà notevole, con miliardi di euro di perdite.

Vi invitiamo a seguire i nuovi sviluppi della vicenda nel post di venerdì 30.

Stasera un caffè filosofico… con Antonio Stornaiolo!

Volontariato e comicità insieme… per un caffè!

ant.jpgQuesta sera, presso la Libreria Mondadori, è previsto l’evento “Caffè filosofico – regaliamo sorrisi”, organizzato dall’associazione di Promozione Sociale Lacuccuacia e l’Associazione di Clown Care-Therapy Mister Sorriso.

In cosa consiste l’evento? Si tratta sostanzialmente di un incontro con gli ospiti previsti in cui il pubblico può porre tutte le domande che desidera per creare un qualcosa di diverso da un formale convegno, ma che assomigli ad una discussione, appunto, da caffè.

L’ospite di stasera sarà Antonio Stornaiolo, che con Emilio Solfrizzi ha fatto parte negli anni ’90 del duo “Toti e tata”. Lo stesso sarà affiancato da Claudio Papa, presidente di Mister Sorriso , che da anni si occupa di portare del buon umore all’interno degli ospedali di Taranto insieme ai suoi clown ed esperti di relazione d’aiuto.

Inizio evento: ore 20. Ingresso gratuito. Per info: 0994591661. La Libreria Mondadori si trova in via De Cesare 37, a Taranto.

Uno sciopero… del sangue per i dipendenti del Teleperformance

Uno sciopero nuovo, con un pensiero ai meno fortunati.

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.jpgE’ questo in sostanza la forma di protesta dei dipendenti del call center Teleperformance di Taranto contro le procedure di mobilità verso diverse centinaia di lavoratori.

La contestazione, indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl Tlc, ha previsto una mobilitazione di massa verso un’autoemoteca, posta all’esterno dell’azienda, dove i dipendenti hanno potuto donare il sangue, facendo inoltre ricorso alla giornata di astensione prevista dalla normativa per operazioni del genere.

Non è una novità che l’azienda non stia avendo vita facile da un po’ di anni: dopo aver fatto ricorso per 30 mesi agli ammortizzatori sociali, ora sembra vicina ad applicare la riduzione dell’orario lavorativo da 6 a 4 ore, con conseguenti tagli, ovviamente, allo stipendio.

Un momento molto delicato, quindi, anche per Teleperformance, che, con i suoi 2000 addetti, è una delle principali aziende di Taranto, insieme allo stabilimento siderurgico dell’Ilva e all’Arsenale della Marina Militare.

Fantascienza e illusioni nel libro “Pandemona – Noir 2077” di Marc Welder

Fantascienza e parole.

164728_1787594299449_3269910_n.jpgGiovedì 22, presso la scuola Liside di Taranto, sarà presentato il libro “Pandemona – Noir 2077” di Marc Welder, per il terzo appuntamento della rassegna “Letture a km 0”, organizzato dall’associazione Eris.

Ci troviamo nel futuro, nel 2077, in uno scenario postrivoluzionario. Il protagonista è il docutecario Gus Picard che, una volta informato della morte del medico Nicolas Sengir, sarà chiamato a indagare su quello che appare come un omicidio preternaturale. E’ proprio in questo momento che una serie di eventi lo faranno scontrare con il passato e il presente, con la realtà e l’illusione, con l’amore, la morte, ecc.

Presenzierà all’incontro l’autore e il giornalista di Blustar TV Marco Ruffo. L’incontro sarà presentato dalla presidente dell’Associazione Eris, Sara Libera Mainieri, e dalla socia Maddalena D’Amicis.

Inizio incontro: ore 18. Ingresso gratuito. Per info: 3491312139 – 3493195461. La scuola Liside si trova in via Ancona a Taranto.

Ferrante: “A Taranto non esiste un’emergenza ambientale”.

Sembra incredibile, eppure è successo ancora.

aaaa.jpgA Taranto non esiste alcuna emergenza ambientale e sanitaria.

E’ questo, in breve, quello che ha dichiarato il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante (in foto), secondo alcune perizie affidate ad “esperti di alto livello”, che saranno rilasciate nei prossimi giorni. Ciò che è emerso, sempre secondo Ferrante, è uno scenario simile ad altre città italiane e che solo la chiusura dello stabilimento porterebbe a conseguenze drammatiche, per la città e per la nazione intera. Le ripercussioni sullo stato occupazionale inizieranno già da dicembre, con la chiusura dell’altoforno 1. Infine, Ferrante ha fatto presente che lo stabilimento ha mostrato piena disponibilità nell’ammodernare le strutture, con una spesa di più di 5 miliardi di euro per le  nuove tecnologie.

Di diverso avviso è il presidente della provincia di Taranto, Gianni Florido, che ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, per sollecitare il governo a dare risposte concrete al preoccupante problema ambientale e occupazionale tarantino. In particolare, Florido ha chiesto provvedimenti “chiari, incisivi e utili alla soluzione dei problemi” per rassicurare la comunità tarantina.

Come sempre, ognuno tragga le proprie riflessioni.

Amori conflittuali questo sabato al teatro TaTÀ con “Siamosolonoi”

Storie d’amore a teatro.

aaa.jpgAndrà in scena domani, al teatro TaTÀ di Taranto, “Siamosolonoi”, di Marco Andreoli, regia di Michele Riondino e Marco Andreoli e con lo stesso Riondino e Maria Sole Mansutti.

Quella che si narra è la storia di un amore malato, infantile e possessivo, di Savino e Ada, i due protagonisti della rappresentazione.

Una lotta amorosa, quindi, che si svolge in cucina, che diventa per l’occasione un teatro di duelli e vendette, conquiste, sconfitte in un’atmosfera che alterna leggerezza, malinconia e inquietudine.

Inizio spettacolo: ore 21. Ingresso: 13 euro (10 euro per over 65 e 8 euro per under 25). Per info: 0994725780. Il teatro TaTÀ si trova in via Grazia Deledda a Taranto.

Lo spettacolo sarà replicato domenica 18 novembre alle ore 18 (ingresso 15 euro).

Taranto nel set del film “Third person” di Oscar Paul Haggis

Inizialmente erano solo indiscrezioni non ufficializzate, forse per mantenere il segreto.

bbbb.jpgMa ora è una certezza.

Il regista Oscar Paul Haggis (già al lavoro in Million Dollar Baby) sta girando una parte delle riprese del suo nuovo film, intitolato “Third person”, proprio qui a Taranto, tra la città vecchia e il porto. Il film narra l’amore di tre coppie che vivono in città diverse, ovvero New York, Parigi e Roma.

Il regista Haggis ha trovato inoltre il tempo per esternare alla stampa il suo amore per la città pugliese e la sua gente, mostrando viva preoccupazione per la situazione ambientale in cui è costretta a vivere.

Non si sa molto altro di questo nuovo lavoro, escluso il cast stellare che ne ha preso parte. Tra i tanti, ci sono Adrien Brody (in foto), noto ai più per la sua interpretazione ne “Il pianista”, Moran Atias (“Le rose del deserto”) e Kim Basinger (“Nove settimane e mezzo”), mentre degli italiani sono stati selezionati Riccardo Scamarcio e Vinicio Marchioni.

Cassaintegrazione per mille dipendenti Ilva. Previsto corteo per sabato.

Brutte notizie per circa 2000 dipendenti dell’Ilva di Taranto.

asdcas.jpgInfatti dal 19 novembre lo stabilimento avvierà la procedura di cassa integrazione per i lavoratori dei reparti Tubificio Longitudinale (Tul 1 e 2), Rivestimenti (Riv), Treno nastri 1 (Tna), Treno Lamiere (Tla), Officine Centrali di manutenzione, Servizi e una parte della Laminazione a freddo (Laf).

L’azienda giustifica la decisione per la crisi di mercato che dura ormai dall’inizio di quest’anno, ma il segretario della Uilm Ionica, Antonio Talò, ha voluto rispondere a tono alla presa di posizione dell’industria, ricordando le promesse fatte ai lavoratori nei mesi passati sul non utilizzare ammortizzatori sociali.

Il periodo per lo stabilimento siderurgico è molto delicato. A fine novembre sarà fermato l’altoforno 1 e i 900 lavoratori legati all’impianto hanno un futuro incerto; sono invece 450 i dipendenti dell’area del Movimento ferroviario in ferie forzate dopo l’incidente accaduto all’operaio 29enne Claudio Marsella, che ha perso la vita sul posto di lavoro.

Proprio per questo periodo di tensioni e incertezze, i lavoratori del Mof hanno organizzato una manifestazione di protesta con corteo, prevista per sabato 10 novembre.