Via libera al dissequestro dei materiali dell’Ilva sequestrati

Alla fine si è arrivati ad un compromesso importante.

aaaa.jpgI prodotti finiti e semilavorati dall’Ilva e sequestrati lo scorso novembre, poiché prodotti nonostante il sequestro senza facoltà d’uso dell’area a caldo, potranno essere venduti.

La motivazione di tale decisione, presa dal gip di Taranto che ha accolta l’istanza della Procura di Taranto, sta nel fatto che con il tempo il materiale potrebbe deteriorarsi, provocando ovviamente un notevole danno economico.

Il valore del materiale ammonta a 800 milioni di euro, che saranno prelevati e gestiti dai custodi giudiziari Mario Tagarelli, Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento e confluiranno in un deposito che sarà utilizzato a fini di confisca quando il processo volgerà al termine.

Oltre a tutto ciò, la vendita permetterà la liberazione dei piazzali e dei moli, dove attualmente il materiale (di diverse tonnellate) è in giacenza.

Arriva anche a Taranto lo “Street control” contro i pirati della strada.

Una nuova “cura” contro le infrazioni stradali?

aaaaaaaaaaaaa.jpgPuò darsi: infatti negli ultimi giorni, a Taranto, sono stati installate delle speciali telecamere e macchine fotografiche.

A cosa servono? Molto semplice: il Comune di Taranto ha voluto prendere parte al progetto “Street control”, ovvero un particolare tipo di “sorveglianza elettronica” delle strade, per cercare di contrastare (e sanzionare) diffusi malcostumi civici quali la sosta in doppia fila e non solo, in particolar modo nelle vie con un po’ più alto numero di esercizi commerciali.

Con questa apparecchiatura, infatti, il macchinario, provvisto di Gps, scatterà delle fotografie comprensive di altri dettagli, quali l’orario in cui è stata commessa l’infrazione e l’indirizzo, che saranno poi utilizzate dai Vigili per punire i trasgressori in maniera, si spera, più semplice.

Lo Street Control è presente in altre città della penisola, come Milano, Bari, Bologna e Palermo.

Clini: “Riva si adoperi per bonificare l’Ilva”.

L’Ilva è un problema…di Riva.

aaaaaaaaaa.jpgQuesto, in breve, è ciò che ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, intervenuto durante un’iniziativa del Pd genovese.

Ciò che quest’ultimo afferma è che Riva deve obbligatoriamente finanziare la bonifica dell’industria, pena la perdita della proprietà della stessa. Qualora non dia garanzie, la legge può far subentrare forme di gestione diverse: in un’ultima analisi anche la gestione pubblica, che però è di difficile attuazione, in quanto esistono incompatibilità con le regole europee.

Il ministro ha inoltre affermato di essere in contatto con l’azienda, per rispettare i termini dell’Aia, ma anche per avere delle certezze circa il futuro di questa realtà, sottolineando il ruolo importantissimo che l’Ilva ha a livelli internazionali.

Infine, Clini ha ribadito il dialogo e la collaborazione con la magistratura, che si sta evolvendo in modo positivo.

Ilva: no al dissequestro dalla Procura e delegazione di cittadini a Milano

La procura non cede.

aaaaaaaaaaa.jpgNegato il dissequestro “vincolato” dei prodotti finiti e semilavorati e ora sarà il gip a dire la propria versione. Clini, dal canto suo, ha affermato che la Corte Costituzionale si esprimerà nel merito e che il Parlamento ha già dato la propria versione, affermando che la gran parte dei parlamentari si è detta favorevole alla legge Salva-Ilva. Inoltre, se la Consulta dovesse ritenere la legge incostituzionale, il governo non ha previsto un piano B.

La questione Ilva è stata discussa anche al Quirinale, in presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Mario Monti e il ministro della Giustizia Paola Severino.

Sulla legge citata pocanzi, si è espresso qualche giorno fa Mario Buffa, presidente della Corte d’appello di Lecce, che l’ha definita una legge “ad aziendam”, sulla falsa riga di quelle “ad personam”, perché si restituisce lo stabilimento a coloro che hanno continuamente infranto la legge.

Infine il clima di tensione di questi giorni ha portato una delegazione di cittadini, operai e sostenitori dell’associazione “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti” a manifestare a Milano, nei pressi della sede ufficiale dell’azienda.

Ultime notizie dall’Ilva: sit-in e incontri tra sindacati e presidenza

Settimana caldissima all’interno dello stabilimento dell’Ilva.

aaaa.jpgGli ultimi sette giorni sono stati caratterizzati da un clima di tensione, a causa della “minaccia” di mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti Ilva qualora non venga applicata la “legge anche da parte dalla magistratura” con “conseguente sblocco dei lavoratori e semilavorati ancora sotto sequestro”, come scritto in un comunicato stampa rilasciata dal Gruppo Riva.

Di tutta risposta, un centinaio di lavoratori dell’Ilva in cassa integrazione hanno tenuto un sit-in davanti alla Prefettura di Taranto, mentre si svolgeva un incontro tra Cgil, Cisl e Uil e Fim Fiom e Uilm e il prefetto. Il presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, dal canto suo ha voluto tranquillizzare i lavoratori, assicurando loro che riceveranno regolarmente il loro stipendio.

Questa settimana potrà essere decisiva per conoscere le sorti dell’industria e dei lavoratori: stamattina a Roma si è tenuto un incontro tra i sindacati Fim, Fiom e Uilm e il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, richiesto dai primi con gran vigore. Nella stessa giornata di oggi, è possibile che il gip di Taranto, Patrizia Todisco, si esprima riguardo il dissequestro (o meno) dei prodotti bloccati.

Infine mercoledì 23 è atteso a Taranto Corrado Clini, ministro dell’ambiente, nonché uno dei personaggi principali di tutta la vicenda, dove discuterà con Vitaliano Esposito (garante dell’attuazione della legge sull’Aia all’Ilva) e Alfio Pini (commissario per la bonifica dell’area di Taranto).

Piste ciclabili: in preparazione un progetto da circa 4 milioni di euro.

Una buona notizia per chi utilizza le biciclette come mezzo di trasporto.

ppppppp.jpgTaranto non è particolarmente predisposta per il transito dei ciclisti, non è un segreto, e il Comune ha deciso di porre rimedio al problema.

Infatti, a quanto pare, quest’ultimo stanzierà circa 3 milioni e 800 mila euro nel settore della mobilità alternativa: un milione servirà a iniziare i lavori lungo lo spartitraffico di viale Magna Grecia, mentre i restanti 2 milioni e 800 mila saranno stanziati per la realizzazione di una pista ciclabile lunga 12 chilometri, che è ancora in fase di progettazione.

Il progetto, assolutamente interessante e di indiscussa utilità, ha trovato però il contrasto dei commercianti delle strade a cui si fa riferimento, che hanno manifestato la loro contrarietà ai cordoli che saranno utilizzati per delimitare le corsie dei ciclisti e dei bus, perché occuperebbero lo spazio riservato alla sosta in doppia fila, che rappresenta, seppur nella sua illegalità, un agevolazione per la clientela.

Come sempre, vi terremo aggiornati.

La Procura è irremovibile: no al dissequestro dei prodotti Ilva.

La Procura di Taranto non cambia idea.

aaaa.jpegNegato per l’ennesima volta il dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati dell’Ilva, bloccati dal 26 novembre.

I legali dell’Ilva, come preannunciato, hanno avanzato l’ istanza per riottenere l’utilizzo dei materiali, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto cosiddetto “salva-Ilva”, che da qualche giorno è diventato legge a tutti gli effetti. Inoltre i legali dello stabilimento hanno presentato nei giorni scorsi un ricorso al Tribunale del’appello, sempre contro il sequestro dei prodotti finiti, e l’udienza si terrà domani.

La Procura, dal suo canto, ha confermato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale e, pertanto, ha negato il rilascio dei prodotti, dal valore di circa un miliardo di euro.

Ora la parola spetta al gip Patrizia Todisco (in foto), che ha ricevuto dalla Procura tutta la documentazione del caso, e potrà decidere se trasmettere gli atti alla Consulta, qualcora consideri fondate le decisioni della Procura.

Scossa di terremoto a Taranto nella notte: nessun danno.

Un po’ di paura, ma fortunatamente nulla di più.

aaaa.jpgUna scossa di terremoto di magnitudo 2.2 è stata registrata nella notte del 30 dicembre, intorno alle 4, nei pressi del Golfo di Taranto.

Nonostante la scossa sia avvenuta non lontano dai comuni di Leporano e Pulsano e sia stata localizzata dalla Rete Sismica Nazionale, non si registrano danni a persone e cose.

Il sisma ha colpito non solo Taranto, ma anche il sud della provincia di Frosinone (alle ore 2:36, con una scossa di magnitudo 2) e in provincia di Massa Carrara (ore 2:17, magnitudo 2.1).

Anche in questi altri due casi non si segnalano danni a persone o cose.

Virgilio Taranto augura a tutti voi un felice anno nuovo!

Inviato un ricorso dei magistrati contro il decreto salva-Ilva.

Un nuovo ricorso riguardante l’Ilva, ma questa volta il mittente è l’acerrimo nemico dell’industria tarantina. 

aaaa.jpgInfatti i magistrati della procura di Taranto hanno inviato alla Corte Costituzionale un ricorso per esprimere la loro contrarietà al decreto “salva-Ilva”.

Alla base della richiesta, c’è l’ostacolamento dell’esercizio dell’azione penale e un’interferenza su un’indagine in corso, causata appunto dalla riconsegna degli impianti dell’area a caldo.

La procura ha già anticipato che, quando la legge sarà pubblicata sulla gazzetta ufficiale, sarà presentato un secondo ricorso.

Intanto lo scorso giovedì il capogruppo del PD al Senato, Anna Finocchiaro (in foto), ha tenuto una conferenza stampa a Taranto, ma è stata sonoramente contestata da una ventina di cittadini.

Alla base della protesta, c’è la necessità che siano i cittadini a decidere della politica e non il contrario, come affermato da un esponente del gruppo dei manifestanti.

E’ ufficiale: il decreto Ilva passa al Senato e diventa legge!

Ormai è definitivo.

aaa.jpgDopo essere passato alla Camera, ieri il decreto Ilva è passato anche al Senato, con 217 sì, 10 no e 18 astenuti.

Il decreto riguarda il provvedimento a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione in caso di crisi di stabilimenti industriali strategici.

Detto ciò, il prossimo 8 gennaio, presso il tribunale di Taranto, si discuterà del ricorso dell’Ilva contro l’ordinanza del gip di Taranto, che lo scorso 11 dicembre ha negato nuovamente il dissequestro dei prodotti sequestrati prodotti dall’industria.

Qualche giorno fa, invece, il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, durante il discorso tenuto al personale per gli auguri di Natale, ha affermato che l’ultimo anno è stato pieno di grandi difficoltà e di angosce, in particolar modo per gli incidenti sul lavoro che hanno tolto la vita a due dipendenti.